Notizie dal mondo dell'artigianato.

La Pietra di Nanto

di Paolo Coretti

“Case de piera.
Man e brassi de piera.
Sogni e baruffe
per una dona,
bela, rotonda e morbida,
ma, maledeta,
con un cuor de piera”

( p.c. 2005 )

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È una pietra calcarea naturale che, formatasi 50 milioni di anni fa per effetto di una serie di processi di sedimentazione avvenuti nell’area di mare che sommergeva gli attuali Colli Berici, si presenta oggi in forma compatta e, omogeneamente fossilifera, mostra coloriture variabili dal bianco avorio, al grigio argento ed al bellissimo giallo dorato.

Chiamata anche pietra tenera per la sua facile lavorabilità, migliora la sua resistenza alle intemperie per effetto del fenomeno della carbonatazione, grazie alla quale l’acqua meteorica, penetrando nelle porosità del materiale, scioglie parte del calcare il quale, a sua volta, tende a migrare verso l’esterno ed a formare sulla superficie uno strato di calcite che rende la pietra più solida e meno permeabile all’acqua e, di conseguenza, meno frangibile all’azione del gelo.

Utilizzata come pietra da costruzione fino dal periodo romano (Vitruvio, nel secondo libro del De architectura, descrivendo i vari tipi di tufo presenti nell’impero di allora, parla di un tufo bianco il quale, presente nell’area veneta, risulterebbe possibile  tagliare a mezzo di una sega, in modo simile al legno: …..albus tofum, quod etiam serra dentata uti lignum secatur) ha avuto la sua maggiore diffusione a partire dal medioevo (Donatello, scopre la duttilità del materiale e la sua facile ed adatta applicazione nel campo della scultura) fino al rinascimento, periodo durante il quale, con Palladio e con i suoi discepoli, diventò un materiale insostituibile per la realizzazione di edifici e, soprattutto, di parti decorative quali capitelli, architravi, fregi, cornici, contorni di finestre e di porte, ma anche pavimenti, balaustre, mensole, ecc. (al proposito Palladio, intuisce anche le problematiche legate alla lavorabilità del materiale e nella sua opera manualistica sull’architettura spiega che le pietre si lavoreranno subito cavate: perchè sarà più facile il lavorarle all’hora, che se per alcun tempo fussero state all’aere, essendo che tutte le pietre, quanto più stanno cavate tanto più divengono dure….).

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Alla caduta della Repubblica Veneta, analogamente ad altri materiali lapidei dell’area vicentina e veronese, a causa dell’apertura di nuovi mercati territorialmente più estesi ed a causa anche dell’applicazione, da parte dei nuovi stati che si sono succeduti in quei luoghi, di un comune principio politico di snazionalizzazione, anche la pietra di Nanto  ha subito i nuovi orientamenti del mercato e ridotta ad una pietra minore e destinata a servire i bisogni locali, deve attendere la seconda metà del 1900 per vedere rivolta su di sé una nuova attenzione da parte degli addetti ai lavori e da parte di architetti ed artisti.

Oggi, nell’ameno e morbido paesaggio dei Colli Berici, dove si rincorrono vigne prorompenti e curatissimi uliveti, sono in attività numerose cave e alcune aziende, impegnate nella completa filiera produttiva, traggono dai blocchi lastre e masselli e realizzano in Italia e all’estero innumerevoli opere di applicazione della pietra di Nanto nel campo della costruzione e nell’architettura di interni.

Una rinnovata attenzione, poi, del mondo dell’arte e, in particolare della scultura, ha fatto decollare il Simposio Internazionale di Scultura all’aperto in Pietra Berica, Simposio che, ormai giunto alla XV edizione biennale ed alternato ad una altrettanto pregevole iniziativa dedicata alla Poesia del territorio, vede, di volta in volta, operare una decina di artisti che, attentamente selezionati da una apposita commissione di specialisti, provengono da tutto il mondo e realizzando importanti opere interamente in pietra, dimostrano con il loro fare che l’ormai antica intuizione di Donatello conserva ancora una sua straordinaria attualità.

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In tempi recenti, infine, l’architetto Ugo La Pietra, infaticabile ricercatore nel campo dell’artigianato e famoso e profondo studioso del possibile raccordo tra il fare e i materiali ed i segni del territorio nel quale l’artigianalità ancora sopravvive, ha affiancato al Simposio Internazionale di Scultura una serie di manifestazioni che mettendo insieme la creatività dei designers e l’esperienza degli artigiani è confluita in alcune mostre nell’ambito delle quali sono stati realizzati alcuni progetti di arredo urbano ed alcune collezioni di oggetti propri della cultura domestica.

Come per tutte le pietre da costruzione, i blocchi cavati vengono segati con l’antico sistema che prevede l’utilizzo dell’acqua, della sabbia abrasiva e ferrosa e del filo elicoidale a scorrimento continuo ma, diversamente dai marmi venati e arabescati e considerata l’omogeneità dell’impasto del materiale, per il taglio del blocco non è necessario rispettare i piani di segagione che – nella consuetudine - prevedono la formazione del taglio verso (si tratta di un taglio orizzontale rispetto al piano di levata del blocco e, comunque, di un taglio condotto parallelamente all’andamento delle venature), del taglio secondo (come il precedente, ma praticato lungo il piano verticale del blocco) e, infine, del taglio contro, pensato quest’ultimo, per interrompere l’andamento dei sedimenti lineari al fine di ottenere un disegno decorativo del segato del tutto diverso da quello abituale e, in qualche modo, pomellato.

Le lastre ed i masselli così ricavati vengono abitualmente segati con seghe circolari elettriche a disco diamantato con raffreddamento ad acqua o a secco collocate su piani statici o a scorrimento dinamico ed oscillante o, nel caso l’elemento abbia dimensioni ridotte, manovrate direttamente a mano dall’operatore.

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Le superfici, in relazione alle necessità funzionali e decorative, possono essere levigate (la lucidatura è una finitura non adatta alla consistenza della Pietra di Nanto ed alla sua naturale scabrezza che, come anticipato in premessa, è riconducibile alla diversa durezza delle intrusioni fossili), possono essere bocciardate in modo grosso o fino (la bocciarda è uno strumento che applicato ad un martello o ad una macchina impegnata nella battitura picchietta in maniera più o meno profonda e fitta il materiale e ne determina una sorta di puntinatura) possono essere sabbiate (mediante il getto ad elevata potenza di sabbia abrasiva) spazzolate (l’effetto viene normalmente ottenuto agendo a mano sulla superficie interessata con un utensile in acciaio capace di rimuovere le parti più fragili e mettere in evidenza quelle più dure) e, infine, rigate, effetto quest’ultimo che, ottenuto utilizzando una rulliera composta da tanti dischi diamantati, incide in maniera variamente profonda la superficie agendo si essa in modo rotatorio e di piccola percussione.

Se la posa delle singole parti in piano (pavimenti e rivestimenti) potrà avvenire mediante l’uso di malte a base cementizia o di collanti premiscelati, i masselli e le parti di maggiore consistenza dovranno essere sempre assicurati alle rispettive parti di sostegno mediante dispositivi di connessione in acciaio di adeguata resistenza agli sforzi meccanici, all’aggressività chimica e alle  deformazioni che potrebbero essere determinate dall’esposizione degli elementi alle intemperie ed agli sbalzi termici.

L’elemento a tutto tondo, invece, potrà essere sbozzato, tornito, levigato, tagliato, inciso e scolpito  con strumenti manuali (martello in legno o in metallo e scalpelli forgiati o con punte e lame diamantate) o mediante piccole macchine utensili (sega elettrica, martello pneumatico ad aria compressa, frese di diverso tipo e dimensione, ecc. ) e potrà essere finito come una normale scultura in marmo.

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Oggi, quasi tutta la pietra cavata nella zona di Nanto, viene lavorata dalle aziende che operano nel territorio circonvicino, aziende che, a conferma di una monocultura tecnologica nel campo estrattivo e in quello della trasformazione marmifera, dispongono di modalità esecutive di alta specializzazione per il migliore utilizzo del materiale.

Lastre e masselli a varia finitura superficiale, infatti, vengono impiegati nei rivestimenti di facciata, nelle pavimentazioni interne ed esterne, nell’arredo del bagno, nell’arredo domestico in genere, nell’oggettistica di completamento e nella scultura (quest’ultima, agevolata anche dalla facilità di modellazione del materiale) e, accanto a queste lavorazioni, in tempi recenti, una approfondita ricerca nel campo della decorazione, ha permesso di incastonare nella superficie della pietra una serie di elementi decorativi costituiti da pietre colorate, tessere dorate o argentate tra loro giustapposte con la tecnica del mosaico. È indubbio che tale applicazione, oltre che a valorizzare in particolare modo il materiale, costituisce una formidabile innovazione per il mondo del rivestimento e dell’arredo in genere realizzato con materiali lapidei di formazione naturale.

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Il comparto industriale, ormai noto in tutto il mondo, vive ora una nuova stagione felice, stagione che, per essere perpetuata, ha bisogno di disporre di ricerca continua nel campo della tecnica estrattiva e nelle fasi di trasformazione, ma richiede anche una attenta ricerca culturale tesa a definire possibili applicazioni della Pietra di Nanto nel mondo del design e dell’architettura e, soprattutto, manifesta la necessità di organizzare una scuola di formazione per la preparazione di operatori e di tecnici, di progettisti e di promotori per il mercato che di giorno in giorno diventa più specifico  e settoriale.

Ritengo che solo così, la bellissima Pietra di Nanto possa continuare a mostrare a sua tenera bellezza nelle nostre case e possa ancora una volta raccogliere  il sole ed infuocarsi e diventare dorata come, in antico, nelle ville che Palladio disseminava nelle rigogliosissime campagne delle Venezie.

SCARICA tutti gli indirizzi delle aziende presenti sul territorio

Questo è l’elenco delle aziende:

Bertola Pietre Snc

Lavora da più generazioni nell’escavazione e lavorazione della Pietra dei Berici.
Via Monticelli, 10 - 36040 - Sossano - VI
Tel: +39 0444 885979
www.bertolapietre.it

Casalin Mario Snc

di Casalin Franco ed Osvaldo
Via Sette Martiri, 4 - 36040
Grancona - VI
Tel: +39 0444 889508.

Danzo & Danzo

Lavorazione pietra e restauri
Via Sette Martiri, 4/B - 36040 - Grancona - VI
Tel: +39 0444 889993 - 889582

Grassi Achille

di Grassi geom. Dino
Via del Progresso, 16 - 36020
Ponte di Castegnero - VI
Tel: +39 0444 730241
Fax: +39 0444 639960 >
www.achillegrassi.com

Grassi 1880 spa

di Grassi Vittorio
Via Madonnetta, 6 - 36024
Nanto - VI
Tel: +39 0444 730623
Fax: +39 0444 738819
www.grassigroup.com

Grassi Pietre srl

di Grassi Francesco
Via Madonnetta, 2 - 36024
Nanto -  VI
Tel: +39 0444 639092
Fax: +39 0444 730071
www.grassipietre.it

Guidolin Gino & C

Bottega artigiana da più generazioni.
Via Ponte di Costozza, 56 - 36023
Costozza - VI
Tel: +39 0444 953320

La Bottega della Pietra

Decorazione d’interni e scultura.
Via Madonnetta, 2 - 36024
Nanto - VI
Tel: +39 0444 639092

La Pietra

di Casalin Dino
Via Sette Martiri, 19 - 36040
Grancona - VI
Tel: +39 0444 889666
www.casalin.it

Peotta F.lli

Via Sette Martiri, 7 - 36040
Grancona - VI
Tel: +39 0444 889527

Zoncato Aldo

Bottega artigiana da più generazioni.
Via N. Bizio, 5 - 36023
Longare - VI
Tel: +39 0444 555051
www.zoncato.com


Un atlante per le Pietre di Puglia

di Domenico Potenza

Da tempo si avvertiva la necessità di rinnovare la “catalogazione” dei materiali lapidei pugliesi, ventisei anni dopo l’uscita di “Marmi di Puglia”, pubblicazione edita (per la Regione Puglia) dall’Istituto Geografico De Agostini di Novara e redatta per l’occasione da studiosi ed esperti di assoluto rilievo.

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Quella del 1982 è risultata un’opera fondamentale alla quale ancora oggi studiosi, progettisti, aziende, imprenditori ed appassionati del settore fanno esplicito riferimento; sia per la completezza della ricerca geolitologica, sia per la scientificità delle analisi e dei risultati riportati.

A ventisei anni di distanza, tuttavia, si sentiva l’esigenza di un aggiornamento dei dati, seppur parziale, in un settore che dagli anni ’80 a oggi ha mutato alquanto le proprie condizioni di sviluppo. Oggi come allora, la Regione decide, in un momento di grande attenzione alla promozione dell’intero comparto, di adeguare alcune informazioni tecniche relative ai marmi ed alle “Pietre di Puglia”.

Dall’attività estrattiva alla trasformazione dei materiali, dalla modificazione della geografia produttiva alle variazioni imposte dai nuovi mercati, si presenta un panorama abbastanza rinnovato del settore lapideo, per il quale può risultare utile restituire un quadro informativo maggiormente aderente alla realtà presente.


Alcune aree estrattive hanno significativamente intensificato le attività di coltivazione di cave con l’ausilio delle nuove tecnologie di supporto (come il bacino di Apricena); altre invece hanno spostato sensibilmente l’attenzione sulla trasformazione dei prodotti, dotando le aziende di nuove macchine per la lavorazione dei materiali (come il bacino di Trani); altri infine, stimolati dalla presenza di materiali storici, hanno costruito le condizioni per l’organizzazione di nuovi bacini produttivi, a partire dall’occasionalità di attività che, mai come in questi anni, godono di uno sviluppo così sostenuto (come l’area del Salento ed il bacino della pietra leccese).

Nel frattempo, per alcuni di questi materiali è venuta a mancare la disponibilità di cave (come per il rosvedo, l’oniciato, il rosatino …etc); di contro nuovi materiali si sono presentati all’offerta dei mercati, sia nazionale che estero (come il morato, il melange, il giallo antico, … etc.). Gli stessi mercati, con la ribalta dei paesi asiatici e la proposta di nuovi materiali, la modificazione dei sistemi costruttivi e la progressiva sperimentazione tecnologica, hanno del tutto mutato la richiesta di prodotti lapidei, costringendo aziende, artigiani, operatori commerciali, tecnici e progettisti ad adeguare la propria offerta.

Questa pubblicazione nasce proprio dalla consapevolezza dei cambiamenti in atto, provando a regolare l’informazione sui materiali e sui prodotti per renderla più aderente alle nuove esigenze di mercato. Sono riportate alcune indicazioni generali sulla distribuzione dei bacini estrattivi ed in particolar modo, sulla disponibilità dei principali materiali che vi si estraggono e sulla localizzazione della loro provenienza.

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Ogni singolo materiale è accompagnato da una scheda sintetica che ne descrive le specifiche caratteristiche tecniche, provando ad uniformare i vari dati raccolti dalle informazioni pervenute dalle aziende e dal confronto con la letteratura scientifica di riferimento. Una sintesi di opere realizzate, infine, illustra alcune modalità di utilizzazione dei marmi e delle pietre provenienti dai diversi bacini estrattivi della Regione. Una sorta di almanacco di architetture, illustrato con immagini e disegni esemplificativi dell’uso dei materiali lapidei pugliesi.

Nella sua articolazione complessiva, l’esito della ricerca elaborata non ha in alcun modo la pretesa di esaurire la documentazione relativa al settore, per la quale si rimanda alle informazioni specifiche contenute nella sintesi bibliografica riportata in fondo al testo, ma si propone come strumento agile per stimolare la conoscenza sul tema trattato e promuoverne la diffusione. Uno strumento che si inserisce in un contesto ben più ampio di promozione, valorizzazione e sviluppo del settore lapideo pugliese che coincide, nel corso di questo stesso anno, con l’istituzione dei Distretti Produttivi (di cui quello lapideo è tra i più importanti) e l’approvazione del regolamento d’uso del marchio “Pietre di Puglia”.

I territori delle cave -  bacini  ed aree estrattive

La Puglia risulta essere tra le più importanti regioni italiane per la quantità di materiali lapidei che vi si estraggono, insieme alla Toscana, al Veneto, al Lazio, alla Sicilia e alla Sardegna.

Lo sviluppo dell’attività lapidea è direttamente connesso alla distribuzione dei bacini estrattivi sul territorio, concentrati in tre importanti comparti (Apricena, Trani e Lecce, con alcune aree di dimensioni più contenute come quelle di Fasano e Ostuni).

I marmi e le pietre di Puglia provengono fondamentalmente da rocce calcaree presenti in maniera diffusa su tutto il territorio regionale. La fortuna ed il pregio di questa risorsa naturale, per la quale la Puglia ha progressivamente conquistato una posizione di prestigio nel mercato nazionale e internazionale, è dovuta principalmente alla costituzione geo-litologica del territorio, interamente formato da materiale sedimentario.

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Sono proprio le sue caratteristiche geo-morfologiche e fisico-meccaniche, unitamente a una gradevole varietà dei toni della perla e dell’avorio, a determinare un largo uso di questi materiali dai tempi più remoti fino oggi. L’attività estrattiva pugliese, infatti, vanta una tradizione continuativa sia nell’estrazione di pietre ornamentali sia di materiali più propriamente da costruzione, senza trascurare gli inerti che si producono dai materiali di scarto utili per il pietrisco e per la formazione di cementi e laterizi in genere.

I principali giacimenti lapidei della regione si coltivano ai piedi del promontorio del Gargano (la Pietra di Apricena), nell’area settentrionale delle Murge (la Pietra di Trani) e nel Salento (la Pietra di Lecce). “La ragione fondamentale di questo accentramento di cave nelle aree sopra citate va ricercata, da un punto di vista strettamente geologico, nelle favorevoli condizioni di giacitura, spessore e grado di fatturazione degli orizzonti coltivati e della ricca gamma delle facies che caratterizzano la successione mesozoica ivi affiorante”.

La concentrazione di cave per l’estrazione dei materiali lapidei in queste aree ha progressivamente consolidato uno sviluppo crescente di attività legate anche alla trasformazione e lavorazione dei prodotti con l’estensione ad un indotto che coinvolge, in maniera significativa, gran parte delle economie locali. Tuttavia, proprio lo sviluppo crescente del settore edilizio (nel quale si riversano la gran parte dei materiali estratti) e il continuo trasferimento di nuove tecnologie di trasformazione mostrano, nel consumo delle risorse ambientali, la faccia più vulnerabile dell’intero processo. Questo ha generato, anche a partire da una nuova regolamentazione del settore, una rinnovata sensibilità per un sistema ambientale di difficile rigenerazione (considerati i tempi di formazione di questi materiali).

Molte, infatti, sono le nuove attività che, in particolare negli ultimi anni, utilizzano con estrema parsimonia i materiali di cava: dalle croste, agli inerti, dagli informi agli scarti residui aprendo, talvolta, nuovi segmenti di mercato prima inesplorati.

I materiali lapidei - marmi e pietre da taglio

Gran parte del territorio pugliese è costituito da “rocce sedimentarie di età mesozoica e ceno-neozoica, … seguite da calcari e dolomie del Giurese (che costituiscono il promontorio del Gargano) e da rocce del Cretaceo con le quali si chiude la successione mesozoica alle quali è possibile far corrispondere la maggior parte degli affioramenti dell’area Garganica delle Murge e delle Serre salentine, … completano la successione stratigrafica le rocce del Terziario e del Quaternario, rappresentate da formazioni calcaree che affiorano lungo i bordi orientali del Gargano e del Salento”.

Sono queste le caratteristiche geologiche principali dalle quali possiamo derivare le qualità delle Pietre di Puglia che si distinguono fondamentalmente nei tre grandi bacini dell’area pre-garganica (della Pietra di Apricena), delle Murge (della Pietra di Trani), e del Salento (della Pietra di Lecce).

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Con requisiti tra loro diversi e con denominazioni tecnico commerciali ormai diffuse nella maggior parte dei mercati nazionali ed internazionali, distinguiamo all’incirca una trentina di varietà diverse di marmi e pietre.

Le architetture realizzate - costruire con le Pietre di Puglia

La pietra senza ombra di dubbio è il materiale da costruzione che meglio esprime le modificazioni dell’abitare, sia quando viene utilizzata per la realizzazione di spazi ed edifici urbani, sia quando viene utilizzata per la sistemazione del paesaggio e di aree a verde. Il materiale lapideo stabilisce con le forme del progetto una relazione strettissima tra elementi della costruzione e immagine complessiva dell’opera architettonica.

Scegliere di lavorare con la pietra comporta una conoscenza profonda delle caratteristiche tecniche della materia e delle possibilità della sua trasformazione in prodotti e sistemi costruttivi, sia che la si usi come paramento sia che la si usi più propriamente come struttura muraria.

Le Pietre di Puglia si offrono al progettista con una varietà di soluzioni molto estesa, per la diversità di compattezza e di resistenza meccanica, per le differenze di grana delle superfici da taglio, per l’ampia gamma cromatica, per la lucentezza della levigatura, per le molteplici soluzioni di trattamento e, soprattutto, per la ricchezza degli spessori che ogni singola cava può mettere a disposizione del cantiere.

Dai blocchi più propriamente detti, che per talune qualità (Apricena, Trani) raggiungono dimensioni di un certo interesse, agli spessori sostenuti, alle lastre di varie dimensioni, alle pezzature di dimensioni normalizzate già in cava (come i cuccetti ed i pezzotti in pietra leccese), le aziende estrattive pugliesi forniscono sul mercato soluzioni per tutte le esigenze di progetto e di realizzazione.

L’intero abaco delle Pietre di Puglia, nelle sue principali variazioni (una gamma che distingue almeno una trentina di selezioni), si caratterizza per la sua calda cromaticità dei toni della perla chiara fino all’avorio più marcato, e al bronzo, materiali che riverberano di una lucentezza inattesa “una pietra che ha dentro la luce, che ha vita” (come dice Renzo Piano), che esprime quel carattere fortemente identitario, tipico del Mediterraneo.

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Una mediterraneità che si palesa soprattutto attraverso le architetture, dai tanti centri antichi pugliesi costruiti interamente con la pietra alle realizzazioni moderne, soprattutto quelle nelle quali è ancora possibile rileggere una continuità di dialogo tra la tradizione storica e l’innovazione contemporanea. La tecnologia delle costruzioni, in questi ultimi anni, ha permesso sperimentazioni inedite e di grande interesse, dalla pietra strutturale utilizzata negli archi della chiesa di San Giovanni Rotondo agli involucri ventilati che utilizzano sottili membrane lapidee completamente staccate dal paramento murario.

Le architetture pubblicate in questa sezione rappresentano solo una sintesi per immagini e disegni di alcune opere utili a illustrare le differenti modalità d’uso dei materiali lapidei di Puglia. La selezione dei lavori è stata guidata dalla necessità di documentare la ricchezza dei materiali presenti in ogni bacino estrattivo e dalla possibilità di proporre soluzioni e tipologie di realizzazione tra loro diverse.

Residenze singole e collettive, opere di interesse pubblico e privato, edifici per il culto e contenitori commerciali, spazi aperti ed elementi di arredo urbano, architetture di interni e design, coprono un ampio panorama degli usi dei marmi e delle pietre della regione fornendo dettagli, proposte e possibili soluzioni.

In ognuna delle realizzazione sono riportate, oltre all’autore ed alla denominazione dell’opera, schede tecniche relative all’anno di costruzione, ai materiali utilizzati, ai bacini di provenienza ed alle relative aziende fornitrici, di cui è possibile ritrovare i dati organizzati in un elenco a chiusura della pubblicazione.

SCARICA tutti gli indirizzi delle aziende presenti sul territorio

Questo è l’elenco delle aziende:

AUGELLI MARMI
S.S. 89 Garganica, Km. 8
71011 Apricena - Foggia
tel 0882 647639
fax 0882 647613
apricena@augellimarmi.it
www.augellimarmi.it

BI MARMI spa
via Prussiano n°50/56
70052 Bisceglie (BA)
tel 080 3951389
fax 080 3951379
bimarmi@bimarmi.it
www.bimarmi.it

Bianco Cave Srl
strada statale16, km. 978
73020 Melpignano - LECCE
tel 0836 471227
fax 0836 434063
biancocave@biancocave.it
www.biancocave.it

Cormio Marmi srl
via Barletta, C.da Fontanelle
70059 Trani - BARLETTA
tel 0883 586820
fax 0883 586447
info@cormiomarmi.it
www.cormiomarmi.it

Edil cava de Luca sas
S.P. Martano Soleto
73010 Zollino - LECCE
tel 0836 660758
fax 0836 660758
mailinfo@pietradicursi.it
www.pietradicursi.it

Gruppo Franco dell’erba
S.P. Apricena San Nazario Km. 4
71011 Apricena- FOGGIA
tel 0882 642321
fax 0882 642669
info@dellerbamarmi.com
www.dellerbamarmi.com

Imarfa SRL
S.S. 379 Km. 15.200
72015 Savelletri di Fasano - BRINDISI
tel. 080 4829344
imarfa@imarfa.com
www.imarfa.com

IURINO MARMI snc
Contrada Grottamarallo
70024 Gravina In Puglia - Bari
tel 080 3258062

MANZI MARMI srl
via Barletta n°71
70059 Trani - BARLETTA
tel 0883 586818
fax 0883 587704
manzimarmi@libero.it

Maseli marmi
strada statale 89, Km 14,800
71011 Apricena - FOGGIA
tel 0882 641764
fax 0882 642312
cel 348 2606037
info@massellimarmi.it
www.massellimarmi.it

MASTRAPASQUA MARMI srl
vicinale Curatoio, n°2
70059 Trani -BARLETTA
tel 0883 586946
fax 0883 586946
info@mastrapasquamarmi.it
www.mastrapasuamarmi.it

NATURALMENTE PUGLIA srl
vico F.lli Bandiera, n°4
70011 Alberobello - BARI
tel 080 4402020
fax 080 4402020
info@apuliastones.com
www.apuliastones.com

CIRO PANZA MARMI
Via S. Lucia, n° 8
70031 Andria - BARLETTA
tel. 0883.542881

PASSALAQUA MARMI srl
contrada Valle Dell’Elce
71011 Apricena - FOGGIA
tel 0882 994002
fax 0882 994759
info@passalacquagroup.it
www.passalacquamarmi.it

Pi.Mar. srl
strada statale 16, zona industriale
uscita Melpignano Staz.
73020 Melpignano - LECCE
tel 0836.483285
fax 0836.429926
info@pietraleccese.com
www.pietraleccese.com

SCARINGI MARMI sas
via Barletta Contrada Curatoio n°
36 - 70059 Trani - BARLETTA
tel 0883 586810
fax 0883 588707
info@scaringimarmisas.it
www.scaringimarmisas.it

TERLIZZI marmi & figli snc
strada statale 89, Km. 9.140
71011 Apricena - FOGGIA
tel 0882 647654
www.terlizzimarmi.it

TESEO MARMI
via Fontanelle, n°6
70059 Trani BARLETTA
tel 0883 586871
fax 0883 584455
info@teseomarmi.com
www.teseomarmi.com


La ceramica contemporanea attraversa l’Oceano

Di Federica Marangoni

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Valentina Famari (ISA Corradini, Este), “Alzata di mani”, realizzato dall’autore

La Ceramica del territorio Atesino, ha scritto una grande pagina sulla più antica espressione artistica dell’uomo, la sua continuità ed evoluzione nei secoli. Ho collaborato con piacere e con passione con il Comune di Este per realizzare una triennale che rilanciasse e potenziasse quest’Arte, che, assieme a quella del vetro che pratico e uso nelle mie opere da decenni, è motivo di grande interesse in quanto è il segno forte della nostra cultura e delle radici uniche del nostro Paese. Dare impulso e idee per il rinnovamento delle grandi materie dell’Arte e Artigianato Artistico in un mondo tecnologico, frettoloso e distratto qual è il nostro, è da anni motivo di arricchimento e soddisfazione per la mia stessa attività di artista e designer, così come di altri compagni di pensiero e di attività artistica. Penso in particolare a Ugo La Pietra come ad un maestro generoso e instancabile e mi dedico a sostenere il rinnovo ed il rilancio di queste materie e dei territori Italiani che le hanno generate.

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Silvia Girlanda (ISA Corradini, Este), “Senza fine”, realizzato dall’autore

Mi è parsa pertanto una grande occasione la proposta di partecipare a “All Fired Up”, un progetto che esalta le potenzialità della umile “creta” nei suoi più vari usi e stili, che ha avuto luogo in molte sedi della Contea di Westchester fra Ottobre e Novembre 2008.
Se la ceramica di Este ha attraversato l’Oceano lo dobbiamo ad una grande studiosa e conoscitrice di quest’Arte, che ha pubblicato molti libri ed è oggi Full Professor alla New York University, Doc. PHD Judith Schwartz, una cara amica incontrata tanti anni or sono quando insegnavo alla NYU nel dipartimento di Arte ed Educazione Artistica.
Judith, in una sua visita ad Este, presenziando alla terza edizione della Triennale di Ceramica al Centro 2007, ha ben colto la grande importanza e qualità assunta negli anni della nuova collezione di design contemporaneo che si era venuta creando con la generosa collaborazione di tutti i grandi Artisti partecipanti alle tre edizioni della Triennale. Come ideatrice del progetto “All fired Up”, Judith Schwartz ha subito pensato di far invitare il Comune di Este.

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Silvia Levenson, “Alzata con bombe”, realizzato da Ginetta Mazzuccato e Paolo Segantini, Ceramiche Estensi

Una sessantina di opere sono state selezionate fra quelle realizzate direttamente dagli artigiani e artisti di Este secondo le tecniche locali e con carattere di riproducibilità.
Il Sindaco e l’Assessore alle attività produttive della città hanno accolto con grande slancio quest’opportunità per dare nuova visibilità e far conoscere Este, la ceramica e la sua grande storia in questo territorio. Così sono volata a New York, al Westchester Italian Cultural Center ad incontrare il nostro sponsor: David Antony Pope, la cui famiglia ha dato vita ad una Fondazione per la promozione della cultura Italiana negli USA. Il suo entusiasmo nel produrre eventi di cultura italiana, mi ha dato una profonda emozione e ha reso ancor più motivato il nostro progetto di “contemporary ceramic design”.

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Ignazio Moncada, “Ceramic remains” realizzato da Ignazio Moncada e Este Ceramiche e Porcellane

Un prodotto antico rinnovato nella forma un “made in Italy” di eccezione attraversa l’Oceano: un pezzo di storia e di terra Italiana. La mostra si è significativamente chiamata: “Ceramica Magnifica! Vitalità di una Tradizione”.
Devo ringraziare i miei amici e colleghi artisti, architetti, designers e soprattutto generosi amanti del bello e della cultura dei materiali nobili dell’Arte, per aver accettato e collaborato a questa manifestazione, e tutti gli artisti, artigiani e insegnanti della scuola d’Arte che hanno realizzato con mani preziose ed intelligente interpretazione i progetti inviati dagli autori. Progetti colti per una tradizione che deve vivere e rinnovarsi nel tempo.
Ancora una volta quel processo di linfa nuova che porta idee e possibilità alla produzione locale si è arricchito: molti dei nuovi oggetti potrebbero entrare in produzione e rinnovare l’offerta dei prodotti da parte degli artigiani e aziende atestine. Una nuova possibile visione oltre al classico di sempre. L’Arte è oggi ampiamente ricercata e utilizzata dall’industria per le sue visioni innovative e provocazioni formali, da cui vengono stimoli per la ricerca e nuove linee di produzione in tutti i materiali.

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Ettore Mocchetti, “Vaso e Coppa”, realizzato da Orlando Andrian, Ginetta Mazzuccato e Paolo Segantini, Ceramiche Estensi

La ceramica, prima fra le materie usate dall’uomo, semplice terra che si trasforma per mezzo dell’ingegno, da secoli si produce e riproduce, fragile ma eterna, con l’apporto di nuove energie portate a sperimentare e a creare novità come in questa collezione, nell’arco di questi anni ha trovato ad Este una vera e propria area di sperimentazione e ricerca tecnico-formale.

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Elenco degli artisti/artigiani, delle aziende, degli artigiani e delle istituzioni del territorio.

Artisti e artigiani

Orlando Andrian
andrain@yahoo.it

Davide Caleffi
Davide_bafo@yahoo.it

Raffaello Cantini
serenaproti@alice.it

Mariarosa Chiodarelli
Chioda_m@libero.it

Antonio Cornacchione
antonio.cornacchione@libero.it

Eugenio Di Claudio
istitutoarte@corradini.it

Michela Ferro
Zagati.magda@libero.it

Romes Fumian
romesfumian@libero.it

Claudio Gambalonga
Sapap1@virgilio.it

Paola Gazziero
Paola.gazziero@libero.it

Giada Isoli
giadaisoli@libero.it

Ginetta Mazzuccato
ginsan@tin.it

Maurizio Morigi
Esport.assistant@valbonac.it

Claudia Padovan
Terre d’Este
via Monte Cero 21 - 35042 - Este (PD)
Claudia.padovan@terredeste.it
www.terredeste.it

Gastone Primon
piazza Trento, 22 – Este
Tel. 3481993370 -
claudiomassaro@gmail.com

Paolo Segantini
rinaldo@was.it

Luciano Siviera
cianosiviero@libero.it
Aziende Artigiane

Ceramica Euganea
di Polin Federica
viale dell’Industria, 13 - Este
Tel. 042950352
cdmcpo@libero.it

Antica Ceramica d’Este
di Dall’Angelo Arnaldo
Tel. 04293493
arnaldo@anticaceramicaeste.com

Ceramiche d’Arte Mary
di Pattaro Graziano
via Galilei, 19 – Este
tel. 0429601059
s.pattaro@libero.it

L’arte di B.M. Ceramiche
di Bello Martina
Tel. 0429602030
info@lartedibm.com

Ceramiche Estensi srl
via Volta – Este
Tel. 04294848
c.e.spa@ceramichestensi.it

Este Ceramiche e Porcellane srl
via Sabina, 31 – Este
Tel. 04292270 - 04293064
info@esteceramiche.it

Ceramiche d’Este Artepiù
di Bellusco Luigina
Via Vicenza, 3 - 35030 Baone (PD)
Tel. / Fax 04294258
info@artepiu.net
www.artepiu.net

Ceramiche Silvan
di Vettorato Luciano
Tel. 0429690779
silvanceramiche@libero.it

Scuole

Istituto Statale d’Arte “A. Corradini”
Viale Fiume 55 - 35042 Este (PD)
Tel: 0429 2791-57097 - Fax: 0429602824
istitutoarte@corradini.it
www.isacorradini.it

Accademia dell’Artigianato Artistico
Via San Fermo - Este (Pd)
Tel. 0429600636
info@accademiartigianato.it
www.accademiartigianato.it

Enti

Comune di Este
P.zza Maggiore 6 – Este (PD)
Tel. 0429617511
www.comune.este.pd.it

Pro Loco di Este
info@prolocoeste.it
www.prolocoeste.it

Museo Nazionale Atestino
Via Guido Negri, 9/c – Este PD
Tel. 04292085


IL MOSAICO DI SPILIMBERGO

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Elenco degli artisti/artigiani, delle aziende, degli artigiani e delle istituzioni del territorio.

Artisti e artigiani

Giuseppe Agnolutto
Via Umberto In 77 - 33090 Arba (PN)

ArteMosaico di Luigi Molaro
Via Pontebbana, 60 - 33017 Tarcento (UD)
www.artemosaico.biz

Manuela Buriola
Via Divisione Folgore, 2 - 33097 Spilimbergo (PN)

Cristina Cancian
Via 2 Giugno, 4 - 33097 Spilimbergo (PN)
mosaici.cancian@tiscalinet.it

Giulio Candussio

Via G. Giusti 11 - 33097 Pordenone
www.giuliocandussio.com

Antonio Franchi
Via Obberoffer, 21/C - 33095 S. Giorgio della Richinvelda (PN)

Atelier Dagmar Friedrich
Via XXV Aprile, 20 - 33097 Spilimbergo (PN)

Friul Mosaic s.a.s. di William Bertoia & C.
Via Molinuzzo 1/a - 33090 Arzene (PN)
www.friulmosaic.com

Ideamosaic di Sarah Persello

Via Garibaldi, 26 - 33038 S. Daniele del Friuli (UD)

Lenarduzzi Valerio Mosaici

Zona Ind. Cosa, 3 - 33097 Spilimbergo (PN)

Marcuzzi Mosaici di Rudi Marcuzzi
Via Ca’ Buttazzoni, 14 - 33030 Ragogna (UD)

Giulio Menossi
Via Zoletti 9 - 33100 Udine

Mosaic Line di Valter Solari

Via Nazionale, 16/1 Vidulis - 33030 Dignano (UD)

Sergio Moruzzi
Via N. Sauro, 101 33090 Toppo di Travesio (PN)

Mosaica s.n.c. di Rosaria Cristiano & C.
Loc. Cosizza, 25 - 33040 San Leonardo (UD)

MosaicPro, Progetto Mosaico di Sergio Pastorutti
Via C. Percoto, 19 - 33097 Spilimbergo (PN

N.E.A. nel Mosaico
Via Umberto I, 68 - 33097 Spilimbergo (PN)

Luciano Petris
Via Paolo Diacono 5 - 33033 Codroipo (UD)

Alverio Savoia
Via Udine 24 Pozzecco - 33032 Bertiolo (UD)

Toneguzzo Fabrizio e Roberto
Via Infanti, 33 - 33075 Morsano al Tagliamento (PN)

Barbara Toppan
Via Buozzi, 1/a  - 33081 Aviano (PN)

Giovanni Travisanutto snc
Via Marchetti 8 - 33097 Spilimbergo (PN)

Varnerin Leandre
Via Monteli 15 Zona Ind. - 33090 Meduno (PN)

Zavagno Giovanni fu Ivanoe di M.
P.zza Borgolucido 21 - 33097 Spilimbergo (PN)

Paolo Zavagno
Via F. Baracca 15 - 33097 Spilimbnergo (PN)

Aziende

Bisazza spa
Zona ind. del Cosa - 33097 Spilimbergo (PN)

Trend Group spa
Via San Marco 17
33099 Vivaro (PN)

Produttori di materie prime per il mosaico

Mario Donà e Figli
Via Narchetti 6 - 33097 Spilimbergo (PN)

MDM Mosaici Donà Murano
Fdm. Venier 38/a Murano (VE)

Angelo Orsoni snc
Cannareggio, 1045 - 30121 Venezia

Scuole

Consorzio per la Scuola Mosaicisti del Friuli
Via Corridoni 6 - 33098 Spilimbergo (PN)

Istituto Statale d’Arte “G. Sello”
P.zza I° Maggio, 12/b - 33100 Udine

Istituto Statale d’Arte Enrico Galvani
Via Sclavons 34 - 33084 Cordenons (PN)

Enti

Confartigianato provincia di Pordenone
Via dell’Artigliere 8 - 33170 Pordenone

Fiera tendenza Mosaico
Pordenone Fiere Spa
Vle Treviso 1 - 33170 Pordenone

Critici/storici

Arch. Paolo Coretti
Via Petrarca 37/b - 33100 Udine

Dott.ssa Isabella Reale,
Galleria d’Arte Moderna di Udine
P.zzale Paolo Diacono 22 - 33100 Uine

Chiara Tavella,
Scuola Mosaicisti del Friuli
Via Corridoni 6 - 33097 Spilimbergo (PN)

Ado Furlan
Via Mazzini 49 - 33170 Pordenone

Gabriella Bucco
Via Brioni, 10 - 33100 Udine