Notizie dal Friuli: mosaico in memoria di Walter Collavini
Posted: September 28th, 2009 | Author: ugolapietra | Filed under: News, architettura | Tags: Bertiolo, friuli, Mosaico, paolo coretti, paolo falaschi, scuola mosaicisti, Spilimbergo, Walter Collavini |di Paolo Coretti
In memoria di Walter Collavini, famoso imprenditore friulano dei trasporti ma anche sindaco di Bertiolo, nella sala consigliare di quel Comune, è stata di recente collocata un’opera musiva di particolare significato e rilievo. Ideata da Paolo Coretti e sviluppata dal punto di vista pittorico dall’artista Paolo Falaschi, già protagonista di tante mediazioni tra architettura ed arte, è stata realizzata in mosaico dalla Scuola dei Mosaicisti di Spilimbergo che, per l’occasione, si è avvalsa della collaborazione della bravissima maestra isontina Gabriella Buzzi.
L’opera, che si sviluppa lungo la parete della sala per circa 11 metri, rappresenta il paesaggio della pianura friulana che, ai margini dell’abitato di Bertiolo, si distende, in maniera omogenea e continua, lungo l’antica strada che collega la città di Palmanova con quella di Codroipo. Quella storica strada, testimone di mille invasioni e del passaggio di genti affamate e guerriere, si sovrappone ad una linea, per nulla immaginaria, che suddivide la terra arida delle ghiaie drenanti da quella zona che, bagnata dalle tante acque che, proprio in quel luogo, riemergono dalla terra, appare molle e lussureggiante e costituisce un ambiente unico e fortemente suggestivo.
Il bozzetto, fatto di linee orizzontali e chiamato a rappresentare la lunghissima striscia di terra coltivata, la barriera delle boschette quasi impenetrabili e il soprastante cielo, è stato realizzato in mosaico utilizzando tessere di pasta vitrea e grande è stata la maestria di Gabriella Buzzi che, giustapponendo le tessere in maniera plastica su di un fondo piano ed apparente semplice, è riuscita a raccontare il tormento delle nuvole che ogni giorno si scontrano in quel luogo e, soprattutto, è riuscita a far vibrare la superficie come se ci fosse il vento, quel vento del primo autunno, che, già quasi vinoso, predice alle foglie il loro destino.






Leave a Reply