Sculture in piazza a Codroipo
Posted: September 28th, 2009 | Author: ugolapietra | Filed under: News, scultura | Tags: codroipo, friuli, luciano petris, Mosaico, paolo coretti, paolo falaschi |di Paolo Coretti
Convinto come sono che l’arte debba essere legata al luogo e di quel luogo debba utilizzare la lingua e la materia e convinto che essa debba esprimere i sentimenti che la storia, in maniera cosciente o immotivata, ha fatto crescere nel cuore degli uomini, per la piazza centrale di Codroipo, città in rapida trasformazione ad occidente di Udine, ho suggerito a Luciano Petris e a Paolo Falaschi di pensare a due oggetti / forme / strutture capaci di racchiudere dentro di loro l’anima del territorio che li avrebbe potuti ospitare.

Luciano Petris, mosaicista da sempre, abituato all’addizione degli elementi minimi per ottenere un complesso compositivo molto vicino alla pittura, ha collocato sul sagrato civile del municipio una colonna, fatta di ghiaie più o meno compatte, accumulate - in maniera solo apparentemente casuale - come si vedono nel greto del fiume o come, miste alla terra e affioranti dai campi, si trasformano per farsi muraglie nelle nostre antiche case. Ha interrotto questo crescere di sassi, divenuti bianchi come la calce, con una frattura. Misteriosa e profonda come una sorgente. Per poi proseguire con la costruzione della colonna e salire verso il cielo della piazza con un insieme di brillii, di bianchi e di azzurri, in un turbinio di colori e di forme proprie della vita che prende corpo e che riemerge dalla terra.
Paolo Falaschi, invece, scultore e più legato all’architettura dei luoghi e all’ambiente costruito, ha realizzato - sul prato dell’ex foro boario - una casa. Scheletrita. Bruciata. Relitto di un modo di vivere passato. Faticoso e nello stesso tempo felice. Elemento fossile di una età che per millenni è stata e che in un attimo è sparita. Lasciando dietro di sé l’impronta del luogo. Gli attrezzi del lavoro dei campi e un pesce rinsecchito. Lasciando anche il calco dell’acqua. Quell’acqua che, come sempre sgorgante, libera e trasparente, scorre sotto di noi e lascia vivere piante e pensieri, figure e sogni. Quell’acqua che, imprescindibile dal nostro stare, è monumento perenne alla nostra esistenza in questo luogo di sorgenti.






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